Il re sotto al parcheggio

04Richard_cnd-popupE’ di questi giorni la notizia che, lo scheletro rinvenuto al di sotto di un parcheggio, in seguito allo scavo effettuato ad agosto 2012, dagli archeologi dell’Università di Leicester, appartiene a re Riccardo III.  L’ultimo plantageneta, immortalato da Shakespeare nell’omonima tragedia, come monarca spietato, deforme, ed assassino, nella realtà dei fatti fu un valido amministratore, protagonista della Guerra delle Due Rose, cruenta opposizione fra famiglie pretendenti al trono: il casato degli York, a cui Riccardo apparteneva, e quello dei Lancaster, rappresentati rispettivamente da una rosa bianca e una rosa rossa.
Romanticismi a parte, la guerra fu spietata, provocò danni economici e l’estinzione di intere famiglie della nobiltà feudale. Tra alterne vicende, il conflitto durò un trentennio, dal 1455 al 1485, anno della morte di Riccardo III nella battaglia di Bosworth Field. Shakespeare ci ha lasciato il ritratto di un sovrano che muore in piedi, dopo aver invano implorato l’arrivo di un destriero (“Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”) ed essere stato passato a fil di spada dal conte di Richmond. Nella realtà dei fatti, lo scheletro del parcheggio, rivela che il corpo mortale si rivelò un violento fendente, dato sul retro del cranio, assieme ad una freccia nella schiena e svariate ferite, forse inferte post mortem, per sfregio.
Che le ossa siano quelle del monarca, scomparso oltre 500 anni fa, sarebbe provato da vari indizi: la forte scoliosi che ne deforma la spina dorsale, la probabile età dell’individuo, ascrivibile ai trent’anni, la datazione al carbonio 14, che rimanda alla metà del XV secolo, e le analisi del DNA, condotte su un discendente di diciassettesima generazione, della sorella di Riccardo, Anna di York, dimostratesi positive.
La scienza forense ha inoltre permesso di ricostruire il volto del re, molto simile ai ritratti pervenuti fino a noi, e che è stato svelato in una conferenza stampa, nella sede della Richard III Society.

Passato l’entusiasmo per l’eccezionale scoperta, si sono subito aperte delle accese polemiche. La Gran Bretagna è ancora una monarchia, quindi le ossa di Riccardo non possono essere trattate come quelle di altri individui, recuperati nel corso di indagini archeologiche. Le spoglie dovranno essere reinterrate con tutti gli onori. Ma dove? Sarebbe logico che tornassero nel luogo della sepoltura originaria, cioè Leicester. Dato che il coro e la chiesa di Greyfriars non esistono più (al loro posto c’è ora il famoso parcheggio), si potrebbero translare i resti del monarca nella vicina cattedrale. Tuttavia, la città di York, ha già rivendicato le spoglie regali, e scritto persino una petizione alla Regina, per sostenere la causa del ritorno di Riccardo a York Minster. Dato che la monarchia, in questo Paese, gode di uno status speciale, e che, re e regine, da secoli, vengono sepolti a Windsor o a Westminster, forse Riccardo III potrebbe riposare accanto ai resti di Edoardo il Confessore, come altri plantageneti prima di lui, oppure vicino a suo fratello, Edoardo IV.
Oltre ai dubbi sul luogo di sepoltura, si aggiungono, poi, annosi dilemmi sul cerimoniale da seguire. Funerali ufficiali, per celebrare l’ultimo re a cadere sul campo di battaglia, certo. Però, ai tempi di Riccardo, l’Inghilterra era ancora cattolica, e, quindi, il rito anglicano sarebbe totalmente fuori luogo. Staremo a vedere…

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