Sospesa fra due mondi


Sarà il vento caldo dell’estate, ma quando torno in patria i sentimenti si fanno ambivalenti. A volte penso che con l’esilio questi confini siano divenuti sterile luogo comune, quasi depliant turistico decantante bellezze e gastronomie di un’entità geografica che un tempo per me era casa. Gli amici veri restano, comunque vada e dovunque io sia, ma le nostre vite hanno preso direzioni diverse. Quando sono qui mi sembra sempre di essere un fiore o un animale esotico, un’attrazione da serraglio. Così la ragazza "che ormai è diventata proprio un’inglese, eh?!" colora di novità il quotidiano di chi è rimasto, ascoltando paziente gli sfoghi di chi crede io non abbia mai dubbi o difficoltà. Sento un sapore strano nell’aria rovente, la certezza ineluttabile che non si può tornare indietro: vivessi nuovamente qui, tutto sarebbe anacronistico e complicato, come rientrare nelle forme sgualcite di una veste che non calza più.
Ancora vegeta e incredula, mi tocca dunque assistere alle suggestioni da caro estinto: come in un sogno, mi aggiro, pallido essere, in stanze ricolme di oggetti che ho amato, tra foto incorniciate da mia madre, altarini di una vita che ho trascinato via da qui, in un lontano pomeriggio di settembre.
Il tempo vola ed io tornerò presto a raccontare di SE4, ma non prima di aver assaporato fino in fondo i colori, i sapori e le forme della mia città natale e delle antiche colline toscane, che raggiungerò domani.

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