Wandermüde

tacita dean 07

Nulla poteva rendere più interessante questo pomeriggio autunnale, se non l’inoltrarsi nell’infinito labirinto dei vicoli di Soho, sotto una pioggerellina insistente, per andare a vedere i nuovi lavori di Tacita Dean alla Frith Street Gallery. Ogni volta, recarsi all’appuntamento con un nuovo capitolo delle storie raccontate dalla Dean, si tramuta per me in una parentesi magica. L’artista è conosciuta soprattutto per i suoi film in 16mm, ma si esprime attraverso svariati media, come fotografia, disegno, pittura e installazioni sonore. Le pellicole girate da Tacita Dean raccontano di memorie, oggetti perduti, spazi dimenticati, voli di uccelli, naufragi, tracce lasciate dal tempo su cortecce di alberi antichi e visi rugosi di poeti. Il tempo della narrazione è reale, lento e sorprendente assieme, sempre pieno di poesia. Lontano dal contingente, ci si perde con piacere e attesa nei dettagli di una foto, nell’oscurità scandita dal proiettore, testimone e sottofondo narrativo alle emozioni.
 
Michael Hamburger (2007), location photographs © Courtesy of Frith Street Gallery, London and Marian Goodman Gallery, New York/Paris

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