Squared up

sickert

Mi sono svegliata, fuori il cielo era grigio biancastro ed il prato era ricoperto di brina. 

A Somerset House hanno già montato la pista del ghiaccio e l’albero di natale. Siamo stati in giro a disegnare prospettive di colonnati e scaloni. Io assistevo l’insegnante, con matite, gomme da cancellare e suggerimenti. Non avevo mai lavorato prima con S. Un tipo buffo… Prendete la sagoma di Richard Ashcroft dei Verve e scecheratela con i lineamenti di Manu Chao. Poi calcategli in testa un berretto da pescatore di tonni e mettetegli dei jeans a vita bassa, molto bassa. Infine fategli uscire dalla bocca un idioma da inglese north of the river il cui mantra, ad ogni linea di matita ben eseguita, è "jolly good" ed otterrete un’idea del personaggio con cui ho passato 3 ore, circondata di bimbi e genitori, come nella favola del pifferaio magico. Bravo S., magari la prossima volta suggerirei un pò più di eye contact e qualche spiegazione supplementare, che non è che tutti sanno cos’è un punto di fuga.

Finito il workshop e tracannato un cappuccino brodaglia, già che c’ero, sono andata a vedere una piccola grande mostra al Courtauld Institute, dal titolo: "Walter Sickert – The Camden Town Nudes." Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 Camden non era proprio la zona trendy dei nostri giorni, anche se la musica costituiva già l’attrazione principale e l’area pullulava di music halls, bar e teatrini. Vi abitavano per lo più attricette, prostitute, immigrati irlandesi, famiglie povere (persino il Bob Cratchit di Dickensiana memoria) e furfanti di varia natura. Questo sordido e vivace ambiente esercitava un certo fascino su gentiluomini a caccia di avventure o artisti in cerca d’ispirazione. Sickert fu un prolifico disegnatore, oltre che valente pittore. Le prostitute e i cabaret facevano parte del suo mondo e per un periodo ebbe un’atelier a Mornigton Crescent. Sickert dipingeva interni desolati e nudi caratterizzati da un crudo realismo, scandaloso e scomodo per l’epoca. Donne dai fianchi generosi, seni flaccidi, pose scomposte, prospettive sbilenche, povere cose disseminate in stanze dalle pareti annerite, la carta da parati a losanghe, un pitale sotto il letto e la luce fredda sui corpi inermi. Nel 1907 una giovane prostituta, Emily Dimmock, fu ritrovata morta, con la gola tagliata. Ancora vivido era nelle menti il ricordo di Jack The Ripper, e, come 19 anni prima, l’assassino di Emily non venne mai preso. Sickert si interessò al caso, e nacquero una serie di nudi, dall’impasto spesso, quasi fangoso, e dai titoli ambivalenti. Una Londra torbida, povera, fatta di nebbia, stracci e alcohol. Altro che il folklore delle bancarelle e le notti brave della Amy Winehouse!

Per restare in tema di alcohol, un mio collega festeggiava il compleanno in un pub scalcinato di Bloomsbury, la cui saletta al piano superiore altro non era che l’originale living-room dell’esercizio vittoriano. Un arredamento molto evocativo: tendaggi pesanti, poltrone spelacchiate, un caminetto con le mattonelle floreali e una pittura pesante alle pareti. Ci mancava solo un nudo in penombra, accasciato sul divanetto… Haha! Nel suddetto pub sono rimasta solo 2 ore, finché tutti erano ancora sobri, dato che alle feste angle si beve a raffica, ma non c’è mai niente da mangiare e bevendo a stomaco vuoto si sa come va a finire… 

15 thoughts on “Squared up

  1. Come dice il mio coinquilino: non so immaginare una vita senza alcool! Poi però non lo seguo più quando dice che, davanti alla scelta di rimanere per un anno senza sesso o senza alcool, preferirebbe l’astinenza da sesso… maledetti pazzi nordeuropei!

  2. ho scoperto Sickert leggendo il pessimo romanzo della cornwell su jack lo squartatore, e devo dire che ho buttato il mio tempo, avrei dovuto leggere te e il tuo modo di descrivere la sua pittura: decisamente piu affascinante e coinvolgente.
    Mi affascina il tuo modo di descrivere mostre e scorci della tua città, hai un vero talento, l’essere capace di incuriosire e trasferire le tue emozioni.
    Felice di averti ritrovata.🙂

  3. hahaha! anch’io ho letto il romanzo della Cornwell, il fatto è che nessuno saprà mai la verità e accusare un pittore morto, che non può difendersi, non fa certo luce sulla vicenda. Tra l’altro i ripperologi non sono d’accordo con la tesi sostenuta dalla scrittrice americana, la quale ormai ha raggiunto un livello di fissazione tale che, per trovare impronte genetiche che avvalorassero la sua tesi, non ha esitato a spendere un’ingente somma di denaro per comprare una tela di Sickert e farla a brandelli. Idiozia allo stato puro…

  4. per non parlare di tutta la parte autoreferenziale “ce l’abbiamo fatta a risolvere questo grande mistero” “grazie grazie oh come sono felice, oh come sono brava”😐

  5. Moya complimenti, due ore al pub per quelli astemi come noi sono un primato. Il mio record personale non credo superi i 45 minuti, anche perche’ e’ il tempo massimo di sobrieta’ dei miei colleghi. Poi se te ne vai non se ne accorge nessuno🙂

  6. Bello e’ sempre un piacere passare dalle tue parti, come gia’ detto una volta, leggere te e’ molto ma molto meglio del comprare il famoso e a volte povero time out. Cielo bianco grigio anche qui nel sussex e pioggia e un vento forte e freddo…e ora di andare a godersi una tazza di tea. In effetti anche per me che non sono astemia, star dietro agli inglesi al pub, non e’ cosa facile, anche perche’ annullarmi completamente nell’alchool senza capire poi piu’ una benemerita e’ cosa che non mi si addice.
    Well done!

  7. Io come sai resto la dove il savage ebbe inizio…..comunque come hanno già detto: gli afficionados (termine di moda…che fa figo e non impegna) ti seguono sempre…anche se la Moyuzzola si mette a scrivere sui rotoli di tòilètpèiper la leggo!!!!!
    ciauzzzz e lovvenpisss

  8. mi dai sempre delle idee magnifiche. mi piacerebbe vedere i lavori di sickert! e il cortauld e’ l’uni dei miei sogni…

    “Tra l’altro i ripperologi non sono d’accordo con la tesi sostenuta dalla scrittrice americana, la quale ormai ha raggiunto un livello di fissazione tale che, per trovare impronte genetiche che avvalorassero la sua tesi, non ha esitato a spendere un’ingente somma di denaro per comprare una tela di Sickert e farla a brandelli. Idiozia allo stato puro…”

    a febbraio feci il tour guidato di jack the ripper, e la guida, una donna alquanto arcigna ma preparata, ci disse che la teoria di P.C. era “complete bullshit” ma che l’atrice era cosi’ convinta delle sue speculazioni che aveva messo sotto sopra tutti gli uffici di londra e investito i suoi soldi nella ir-risoluzione del caso – come dici tu.

    a quanto pare una delle teorie piu’ accreditate e’ quella che accusa un macellaio del circondario che poteva passare inosservato quando girava per whitechapel tutto insaguinato…

  9. Eh, si, anch’io partecipai al rinomato tour, era inverno e la walk fu molto suggestiva. La guida era convintissima che la Cornwell fosse totalmente fuori strada. Ah, ultimamente, oltre al macellaio, si pensa che Jack the Ripper fosse una donna, infatti nel 2006 hanno anche trovato un DNA femminile sul retro di un francobollo di una delle cartoline che l’assassino inviava alla polizia. http://news.independent.co.uk/sci_tech/article485887.ece

  10. “si pensa che Jack the Ripper fosse una donna, infatti nel 2006 hanno anche trovato un DNA femminile sul retro di un francobollo di una delle cartoline che l’assassino inviava alla polizia.”

    … ma poi non si scopri’ che la maggiorparte di quelle lettere/cartoline spedite alla polizia fossero hoaxes di megalomani (soprattutto americani)?

    comunque, fosse stata una donna avrebbe dovuto avere la forza di ercole per far ‘ste povere anime a pezzettini in tal maniera!

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