Stompin’ at The Savoy

Il Savoy è uno degli hotel a cinque stelle più celebri al mondo.
Da quando ha aperto i battenti, nel lontano 1889, ha ospitato personaggi illustri, della politica, dell’arte e dello spettacolo, da Oscar Wilde a Claude Monet, da Humphrey Bogart a Marilyn Monroe, da Enrico Caruso ai Beatles,  a Winston Churchill, solo per citarne alcuni.
Il primo direttore dell’albergo fu quel César Ritz, che avrebbe poi fondato l’omonima hotel in Piccadilly. Tra i cuochi che ebbero l’onore e il piacere di lavorare al Savoy , basta citare il celeberrimo Auguste Escoffier, che qui diede vita al dessert Peach Melba. 
Sinonimo di lusso e stile, il Savoy conserva un certo fascino fin de siècle mescolato abilmente al rifacimento, più famoso, Art Deco, percepibile nella facciata che si affaccia sullo Strand.
Ora l’albergo chiuderà i battenti per ristrutturazione e ben 3000 pezzi di arredamento andranno all’asta nei prossimi giorni (inclusi 200 letti completi di lenzuola e materassi!).
Si tratta di lotti provenienti dalle camere e suites, ma anche da lobbies, foyers e locali al pian terreno. Tutti di pregiata qualità, alcuni d’epoca, come i divisori intarsiati, i tavolini e le lampade anni Trenta,  gli orologi da mensola primi Novecento, le librerie eduardiane, i vassoi in silverplate, il pianoforte a coda del ristorante, un comò Giorgio III e la grande fioriera all’ingresso dell’hotel, stimata tra 400 e le 600 sterline.
specchiera art deco
I lotti non verrano messi in vendita singolarmente, ciò significa che si potranno acquistare, ad esempio, 2 tavolini Art Deco,  3 orologi del nonno, 10 lampade da tavolo, 30 vassoi e così via. 

Oggi il Savoy apriva i battenti al solo pubblico munito di catalogo per una preview degli oggetti.
Io e la Chiarulli, librone alla mano, non ci siamo lasciate sfuggire l’occasione. 
Un’enfilade di camere, di stili e di design, da capogiro. Corridoi infiniti alla Shining e suites enormi, esagerate. I bagni con il bidet (!) che ci si poteva organizzare pure un party, le camere da letto da film dei telefoni bianchi, le plafoniere di alabastro e le cabine armadio sconfinate. Ma, soprattutto, dei panorami mozzafiato sul Tamigi, che, una tantum, erano GRATIS!
a room with a view
Prima di lasciare il Savoy, con i comodi divani e il pianista marpione giù nella hall del ristorante, abbiamo incontrato Kaspar, il gatto scaramantico dell’hotel.
Il felino venne realizzato nel 1926 dal designer Basil Ionides per aggiungere un ospite discreto alle infauste tavole in cui ci fossero solo 13 commensali.
Sembra che il gatto sia trattato proprio come un ospite vero, gli si piazzano davanti le vivande e gli si annoda un tovagliolo al collo.
Winston Churchill fu così entusiasta di Kaspar da volerlo presente non solo a tavola, ma a tutti gli incontri del "The Other Club", e difatti, dal 1927 ad oggi, il micio non ha perso un meeting!

kaspar 

Foto: © Chiarulli’s mobile

Per approfondimenti:

9 thoughts on “Stompin’ at The Savoy

  1. Credo che, ora come ora, potrei anche pagare per un bidet. Non mi fraintendere, non perché mi senta così “gross”, ma… le care vecchie abitudini non muoiono mai, sai com’è.

  2. In effetti l’agognato Bidet, e’ cosa assai rara, solo in un Hotel in quel di Cromwell Road sono riuscita a trovare almeno almeno lo spruzzino, che poi pensandoci bene, mi son detta, ma quanti altri si saranno spruzzinati????? Sicche’ corsi al Sainsbury li’ difronte a prendere la bleach..che un si sa mai. Tornando al Savoy,avevo sentito della chiusura…e invidio il vostro viaggio strepitoso…almeno una volta in un popo’ di albergo…mi ci sarei persa volentieri per poi trafugare in notturna…Ahhhh Arsenio Lupin(O)

  3. Speriamo che ristrutturino presto anche il caffe’ dei Coram Fields, che quel pendolo lo vedrei cosi’ bene nel mio soggiorno…

    Anche a me ha colpito il fatto che ci siano i bidet, un sogno per tutti i londinesi.

    Ci si vede a Gennaio e se non ci sentiamo prima ti faccio un mondo di auguri per le feste, il 2008 e anche dopo.

  4. E’ sempre bello leggerti… sei uno scrigno. Buon Natale lontana da casa…. (ma in fondo, la casa dov’è se non dove costruisci la tua vita?).
    Baci ^^ Die

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