Bicentenario

Charles Dickens by H.Watkins_ ©LondonSE4

Il 7 febbraio 1812 Charles John Huffam Dickens nasceva a Portsmouth. Gli anni della sua prima gioventù sarebbero stati segnati da numerosi traslochi (da Portsmouth a Bloomsbury, da Chatham a Camden Town, il quartiere allora più disagiato di Londra), dalla povertà, dall’onta di vedere finire in prigione suo padre per debiti, dagli studi sacrificati per un duro lavoro di dieci ore giornaliere in una fabbrica di lucido per scarpe, dove, tra l’umidità e i topi, bisognava attaccare etichette su latte ricoperte di carta bianca e blu. Poi arrivò un’eredità insperata, e il giovane Dickens salvò se stesso grazie allo studio della stenografia, che gli permise di diventare giornalista e dare sfogo alle sue doti di scrittore. Molto probabilmente, se Charles non avesse conosciuto un’adolescenza così infelice, degradata ai sordidi meandri in cui si dibattevano i poveri senza nome di una Londra nebbiosa costellata di slums, non avrebbe forse mai scritto capolavori senza tempo come Oliver Twist, David Copperfield e The Bleak House. Charles Dickens è stato il più grande ritrattista di Londra, ne ha saputo delineare angoli gotici, mercati maleodoranti, strade fangose e tutta un’umanità fatta di giovani coraggiosi, eroine virginali, avari eccentrici, anonimi impiegati, vecchi cialtroni, ricchi benefattori, fuggiaschi e mendicanti. Londra fu per Dickens tanto un vasto palcoscenico che una mitica prigione. Un dinosauro di fango e miasmi, un groviglio intimo di vicoli e stanze in affitto, affollati di vita e di umorismo.

Londra festeggia il suo più famoso scrittore con mostre e iniziative speciali.

Innanzitutto, consigliamo di recarvi al più presto a far visita alla Casa di Dickens, che oggi regalerà delle cupcakes celebrative ai primi 200 visitatori, allietando il tutto con letture e personaggi in costume. La casa museo rimarrà aperta fino al 9 aprile, poi resterà chiusa per 8 mesi, per lavori di ristrutturazione e ampliamento.
Non poteva mancare una mostra sulla Londra Vittoriana di Dickens. E’ quella multimediale in programma al Museum of London, fino al 10 giugno. Dickens era anche un appassionato di racconti macabri e fenomeni paranormali (pensate solo ai fantasmi del suo A Christmas Carol) e aveva aderito al Ghost Club, un’associazione di studi fondata nel 1862. Fino al 4 marzo, alla British Library, una mostra gratuita esplora, attraverso documenti e lettere, l’interesse che Dickens dimostrò per i fenomeni paranormali, e che confluì spesso nelle sue opere.
Al Victoria & Albert Museum, detentore di una vasta collezione di libri, documenti autografi, corrispondenze e illustrazioni, la sala 85 offre un percorso espositivo che, attraverso manoscritti originali ed edizioni a stampa, svela tutti gli sviluppi di David Copperfield, l’opera più autobiografica di Dickens. E per finire, nella sala 24 della National Portrait Gallery, potrete ammirare alcuni ritratti dello scrittore, tra cui quello realizzato dal famoso fotografo vittoriano Herbert Watkins, nonché immagini e documenti relativi a familiari, amici e contemporanei.

Happy Birthday!

5 thoughts on “Bicentenario

  1. Bell’articolo. Mi dispiace di potermi godere appieno solo la prima parte, magari ripescando dalla biblioteca di casa uno dei suoi classici. Hai ragione: un ritrattista di Londra con i controfiocchi. Non lo posso definire uno dei miei autori preferiti (per un gusto strettamente personale), ma ne comprendo l’importanza e la carica innovativa della sua letteratura “sociale”. Ecco: a questo aspetto della sua scrittura, preferisco decisamente quello da “pittore” londinese.

  2. Ciao Stefano. Penso che Dickens sia una fonte preziosissima per chi è interessato alla storia sociale di Londra e dobbiamo tanto alla sua esperienza personale, quanto alla formazione di reporter il suo contributo nel delineare e porre in risalto mali sociali come la povertà e la corruzione. Mali sociali purtroppo ancora attuali. Leggevo giorni fa sul sito BBC un interessante intervento di Claire Tomalin, biografa di Dickens, secondo la quale le nuove generazioni soffrirebbero di un deficit di attenzione e perciò non sarebbero adeguatamente formate alla lettura dei romanzi di questo autore.
    http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-16896661

  3. Il mio parere è che tanti autori non vengono più letti adeguatamente per un calo generale della cultura di base e dell’attenzione dei ragazzi più giovani. Nonostante questo fatto innegabile ed endemico, trovo i che i testi di Dickens, sul piano della critica sociale, abbiano preso un po’ di polvere col tempo. Ma questo è un gusto personale.

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