Le foto del Titanic

Titanic by Francis BrowneNelle prime ore del mattino di cento anni fa, il transatlantico più lussuoso e avveniristico del mondo, il Titanic, durante il viaggio inaugurale attraverso l’Atlantico, in seguito all’impatto con un iceberg, colava a picco, spezzandosi in due tronconi. Oltre 1500 persone, di ogni estrazione e classe sociale, persero la vita nel naufragio. La tragedia, di portata epocale, ha ispirato numerosi film, libri, documentari. Tra il 1987 e il 2004, una spedizione franco-americana è riuscita a raggiungere il relitto e portare in superficie oltre 5000 oggetti, che ora fanno parte di esposizioni permanenti e itineranti. Ci si domanda come mai l’immaginario collettivo sia rimasto tanto colpito e ossessionato da questo evento. Sicuramente, con la nave affondava un mondo, quella Belle Epoque, fatta di lussi, regole, contraddizioni, con le classi dirigenti fiduciose nel progresso della tecnica e nel privilegio di inviolabilità. La morte si dimostrò imparziale, trascinando a fondo le signore ingioiellate della prima classe e le emigranti della terza, i ricchi industriali avvolti in costosi cappotti di lana e i proletari vestiti di sogni e speranze. Gli ultimi resti di quella società e di quei valori erano destinati ad essere spazzati via per sempre dall’avvento della Prima Guerra Mondiale.

Prima che il Titanic si avventurasse in mare aperto, un giovane gesuita irlandese, appassionato di fotografia, Padre Frank Browne, si servì di quella nave meravigliosa per viaggiare da Southampton a Queenstown. Gli era stata data la cabina numero A37. Padre Browne non si lasciò sfuggire l’occasione e scattò dozzine di fotografie nei suoi due giorni di navigazione, immortalando i lussuosi interni del transatlantico, il capitano e i passeggeri più e meno noti, inclusi quelli di terza classe. La vita a bordo doveva essere stata una fantastica esperienza per il giovane sacerdote e la tentazione non tardò ad arrivare, sottoforma di una coppia di milionari, che si offrì di pagargli il resto del viaggio fino in America. Eccitato dalla proposta allettante, padre Browne telegrafò al suo superiore, per chiedere il permesso di restare a bordo. La risposta fu breve e concisa: ‘GET OFF THAT SHIP, PROVINCIAL’. A malincuore, il gesuita scese dal Titanic, quando la nave attraccò nel porto di Queenstown, e da lì si diresse a Dublino per continuare gli studi di teologia. Alla notizia dell’affondamento del transatlantico, le sue foto si tramutarono in una risorsa senza eguali. Padre Browne negoziò la vendita delle immagini con giornali e riviste, ma tenne i negativi per sé. Le foto sono ora online, all’indirizzo http://titanicphotographs.com/

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