Per chi suona la campana

All-the-BellsE’ una serata particolare,  per vari motivi. Innanzitutto, ha fatto molto caldo, e, fino a tardi, la gente è rimasta in strada, fuori dai pub e dai ristoranti, a bere, mangiare, chiacchierare, godersi gli ultimi raggi di sole, rumorosa e vivace, in maniche corte, calzoncini e infradito. In questi giorni, migliaia di comparse, volontari e spettatori si sono riversati a Stratford per le prove generali della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Prove al millesimo, inclusi fuochi d’artificio, impatto elefantiaco della folla sulla rete dei mezzi pubblici, e strade ridisegnate, con le corsie preferenziali per i veicoli olimpici. Al tempo stesso, la fiaccola è stata portata in giro per la città, a nord e a sud del fiume, tra ali di folla, beneficiando di un clima davvero clemente. E domani, è il grande giorno: l’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici 2012. Il mattino, un mattino in apparenza come gli altri, sorgerà nella City e nel Regno Unito, accompagnato dal suono all’unisono di migliaia di campane. La nuova installazione sonora di Martin Creed, commissionata per una giornata non ordinaria, si intitola  ‘Work No. 1197″ e consta di ben 3 minuti di rintocchi collettivi, dai 40 del Big Ben (che non rompeva la sua routine oraria dal lontano 1952) a quelli forniti dalle migliaia di anonimi partecipanti, che si muniranno, per l’occasione, di campane e campanelli di varie fogge e misure. La performance avrà inizio domani, alle 8.12. Ci si può registrare su “All The Bells” e unirsi all’evento in veste di performer; qualsiasi strumento (dal campanello di casa, a quello della bicicletta, alla suoneria del cellulare, fino ai toni scaricabili dal sito web), può andare bene. Non mi resta, dunque, che decidere di svegliarmi più presto del solito, e andare a sentire le campane di St. Paul’s dal Millennium Bridge. Oppure. potrei poltrire più a lungo, e aspettare di essere svegliata dal baccano di entusiaste reclute scampanatrici in SE4 (invece del solito camion della spazzatura). O ancora, sintonizzarmi sulla BBC, mentre sorseggio il caffè e imburro il toast,  e seguire comodamente l’evento in streaming, TV o radio. Comunque vada, e qualsiasi decisione io prenda (pigrizia docet), farò parte di una vasta audience. Ormai, non si può più fare finta di niente: The chimes are up, the chips are down

3 thoughts on “Per chi suona la campana

  1. mi risulta che la città, a parte i luoghi nevralgici degli eventi sportivi, è estremamente deserta. Forse i turisti accorreranno con i saldi di fine olimpiade…?

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