E.V.Lucas, viandante e viaggiatore

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Edward Verrall Lucas è stato un versatile scrittore ed editore inglese, che, ai suoi tempi, ebbe molto successo, distinguendosi per una prosa leggera ed accattivante. Fu, di volta in volta, saggista, biografo, critico, giornalista, poeta e romanziere, sceneggiatore teatrale e scrittore satirico. Tuttavia, ancora oggi, il suo stile ironico e attento, meglio si apprezza nelle guide di viaggio, in cui rientrano gli interessi personali per l’arte e la letteratura. Nato a Brighton, nel 1868, Lucas iniziò la sua carriera come apprendista in una libreria, per poi approdare a Londra, lavorando da giornalista al The Globe e, in seguito, alla rivista Punch. Nella comunità letteraria della Londra fin de siècle, E.V. Lucas si segnalava, dunque, come figura nota e di tutto rispetto, che ebbe anche successo come editore, per Grant Richards and Methuen, che gli pubblicò molti dei suoi scritti. Le guide apparse nella collana A Wanderer, offrono impressioni di viaggio attraverso l’Inghilterra  ed altri paesi europei, con attenzione all’arte e ai musei di città come Firenze, Parigi, Londra, Amsterdam. Nelle mie peregrinazioni tra scaffali polverosi di librerie antiquarie o negozi di rigattiere, sono riuscita ad accaparrarmi due guide della nota serie:  A Wanderer in Paris (1906) e A Wanderer in London (1910). La prima guida, corredata da belle tavole a colori di Walter Dexter, più altre illustrazioni in bianco e nero, trattandosi di Parigi, non può certo esimersi dall’apprezzamento delle arti, con ben due capitoli dedicati al Louvre. Inoltre, da un tavolo al Cafe de la Paix, tra signore dai larghi cappelli e gentiluomini con bastone da passeggio ai Boulevards, passando per gli zoo cittadini ed il fascino intramontabile del Marais, Lucas ha tempo per degli excursus su personalità come Voltaire, Botticelli e Maria Antonietta. Di simile impostazione, è la guida di Londra, illustrata ad hoc da Nelson Dawson. Nella prefazione al volume, veniamo a sapere che, anche all’inizio del Novecento, Londra era così vasta, varia e ricca di cose interessanti, da rendere difficile la scelta della zona da cui cominciare ad esplorarla, e ancor più difficile, poi, sapere dove interrompere l’avventura. Perché “per un libro su Londra – per migliaia di libri su Londra – non c’è fine.” Allora, come oggi, nonostante le distruzioni, le demolizioni e i cambiamenti di un secolo, Londra è, prima di ogni altra cosa, un alveare di umanità affaccendata, in cui la nebbia è un lontano ricordo, il guidatore di taxi una figura solitaria e romantica. Dopo la Prima Guerra Mondiale, lo stile agile ed impersonale di Lucas non trovò più favori e, in seguito alla sua dipartita, nel 1938, anche l’interesse di critica e pubblico svanì. E’ un vero peccato, dal momento che, le guide di viaggio, possiedono lo sguardo fresco e curioso del flâneur, le descrizioni romantiche di chi sa guardare oltre la facciata e il mero sciorinamento di strade, nomi e date. Con le loro copertine liberty, di tela blu incisa in caratteri dorati, e le belle tavole illustrate, costituiscono un ottimo regalo, e non possono mancare nello scaffale di appassionati londonografi o studiosi del patrimonio storico e sociale delle città d’arte.

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