T.H. Lawrence (o la ricerca dell’Assoluto)

Mezzo secolo fa, i cinema italiani non erano multisala, né vietati ai fumatori. Esistevano le sale di prima, seconda e terza visione. I prezzi calavano in rapporto alla categoria, e, alle poltrone imbottite, si sostuivano quelle di legno (proprio come negli scompartimenti dei treni). C’era un proiezionista che doveva montare e cambiare la pellicola, perciò i film erano divisi in tempi, minimo due, quando la durata non superava l’ora e mezzo. Tra un tempo e l’altro, le luci si accendevano e compariva il venditore di noccioline, popcorn e gelati. Qualcuno approfittava dei bagni, gli altri cominciavano a sgranocchiare o a sgranchirsi, prima che il buio calasse di nuovo in sala. Non c’erano il 3D e il dolby surround, ma il cinemascope era già arrivato. Si poteva entrare a spettacolo già iniziato, si poteva restare a godersi quello successivo. Nel 1962, i cinema britannici non dovevano essere molto diversi da quelli nostrani. Per il pubblico, fuggire dal grigiore umido della città, per vivere sul grande schermo le sabbie dorate e i panorami rosseggianti di Wadi Rumm, sicuramente costituì una magnifica fuga dalla realtà. Possiamo immaginare che gli spettatori del continente restassero altrettanto affascinati, nel seguire le gesta eroiche di Aurans, che, con la veste bianca, la keffia beduina, e gli occhi azzurri e penetranti, attraversava deserti ostili ed attaccava i ponti dello Yarmuk, sconfiggendo i Turchi e cercando invano di realizzare l’indipendenza araba, contro le mire imperialistiche della Conferenza di Pace. 

L’esordio di “Lawrence d’Arabia“, il film diretto da David Lean, con Peter O’ Toole nei panni dell’avventuriero inglese e Omar Sharif in quelli dello sceriffo Alì,  racconta la fine paradossale di T. E. Lawrence, una corsa banale in motocicletta, la morte che lo attende, sulle strade umide del Dorset; poi, le immagini si dispiegano, in un viaggio a ritroso, per raccontarne la leggenda: 219 minuti di scene epiche e una colonna sonora memorabile. Mentre l’eroe riposa lontano dal suo deserto, nel piccolo cimitero di Moreton, e il busto, che lo ritrae, figura tra i grandi della patria, nella cattedrale di St. Paul’s, il film di Lean, in versione restaurata, sarà nuovamente protagonista delle sale britanniche, a partire dal 23 novembre. 

One thought on “T.H. Lawrence (o la ricerca dell’Assoluto)

  1. E’ un film che ho visto e rivisto molte volte, magico, mi ha fatto amare l’incanto del deserto. Dopo questo film ho visitato molti
    paesi del medio oriente, Egitto, Giordania ecc.Penso sia una buona idea dare la possibilità
    ai ragazzi di oggi rivedere un film che a buon diritto è nella
    storia del cinema mondiale. Impareggiabili sia Peter che Omar,
    bravissimi tutti e indimenticabili.
    Grazie per aver raccontato i cinema di qualche anno fa.

    Lucia

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