Tutti filosofi a Hay-on-Wye

Homer-Brain-X-Ray-the-simpsons-60337_1024_768Hay-on-Wye, in Galles, è famosa a livello internazionale come ‘città dei libri’. In realtà è un villaggio di circa duemila anime, ma ospita un grandissimo numero di librerie, per la maggior parte di volumi usati. Dal 1988, la cittadina è scenario di un rinomato festival letterario, che si tiene tra la fine di maggio e i primi di giugno. Oltre al festival di arte e letteratura, dal 2010, c’è anche quello di filosofia, dal titolo HowTheLightGetsIn. Si tratta del più grande festival di filosofia e musica: 410 eventi, distribuiti su sei palcoscenici, con dibattiti tenuti da oltre un centinaio di intellettuali, che si alternano alle esibizioni di ben 150 band musicali. Tra i vari ospiti in programma quest’anno, compare anche Julian Baggini, scrittore e co-fondatore della rivista The Philosophers’ Magazine. Baggini ha all’attivo numerosi libri,   un sito internet di microfilosofia, un blog e varie collaborazioni con la BBC ed il Guardian, quotidiano che sponsorizza il festival gallese.

Il filosofo e scrittore britannico si è fatto conoscere ai più per aver paragonato Matt Groening, l’inventore del famoso cartone animato The Simpsons, ad erede di Platone, Aristotele e Kant. Secondo Baggini, i Simpsons non sono solamente un cartone animato divertente. Infatti, mettendo in luce le profonde verità della natura umana, il famoso cartoon riesce a rivaleggiare con le osservazioni dei grandi filosofi del passato. Per Baggini la dimensione satirica del mondo dei cartoni animati è essenzialmente filosofica, perché riflette la realtà presentandocela come astrazione, e così facendo ci fornisce delle verità più illuminanti di quelle proposte dalla fiction realista.
I Simpsons, insomma, come già i Monty Python, farebbero ricorso all’humor anglo-sassone, per dar voce a quell’esistenzialismo che in Francia ha assunto un carattere più tragico. Un’altra ragione per la quale i cartoni animati sembrano il modo migliore per fare filosofia è che essi sono non-realistici nella stessa misura in cui lo è la scienza del pensiero. Infatti, mentre la filosofia deve, da un lato, essere reale per dare un senso al mondo così com’è (e non come noi lo immaginiamo o lo vogliamo), dall’altro deve trattare di argomenti su un piano generale e relazionarsi ad una vasta serie di concetti astratti, come la giustizia, la verità, la bontà, la coscienza, la mente, l’identità, il significato e così via…

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