Due mesi di tempo per salvare il ritratto di Elisabetta I

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National Portrait Gallery Con la regina Elisabetta I si inaugura una stagione di ritratti dalla complessa iconografia, che vanno al di là della semplice effige del sovrano, e che mirano soprattutto a trasmettere il potere e l’ufficialità, nonché le aspirazioni della monarchia.
Uno stato che è anche fulcro di un impero, grazie al dominio dei mari e alle colonie nel Nuovo Mondo. È in questo ambito che si colloca il ritratto della regina denominato “Armada Portrait”, una tavola dipinta in tre versioni, sopravvissute ai nostri giorni, e realizzate in botteghe diverse, ma tutte facenti capo ad un medesimo artista, peraltro ignoto.
Nel ritratto, a grandezza naturale, Elisabetta I è riccamente abbigliata e circondata da simboli del potere; alle sue spalle, due finestre si affacciano sul mare, e, da una di esse, si scorge la flotta dell’Armada spagnola perire tra i flutti.
Siamo nel 1588, la sovrana siede serena sul suo trono, dando le spalle ai mari in tempesta, la fronte e le perle illuminate da un raggio di luce divina. La mano destra poggia sul globo, le dita distese sull’America, mentre la corona è subito a fianco del gomito, la linea retta di perle della manica la riconduce simbolicamente alla regina. Le perle sono profuse un po’ ovunque, sui capelli, attorno alla gorgiera, sul vestito. La perla più grande, simbolo di castità, pende dall’estremità del corsetto. Subito sotto la finestra con il mare in tempesta e le navi spagnole sopraffatte, si scorge la figura di una sirena, intagliata nel trono. Un simbolo femminile negativo, che allude alla sconfitta dell’Armada, ma anche, forse, a Maria Stuarda, da cui la regina si discosta.
Due versioni del ritratto si possono ammirare rispettivamente alla National Portrait Gallery (una scena tagliata, che lascia visibile solo la regina) e a Woburn Abbey. Il terzo ritratto, invece, da sempre in possesso degli eredi di Sir Francis Drake, che lo aveva commissionato, è ora in vendita, e l’intenzione è di ricavarne 16 milioni di sterline.
Per evitare che l’opera finisca all’estero, The Art Fund, assieme a Royal Museums Greenwich, hanno istituito una campagna di raccolta fondi. Il Tesoro si è offerto di rinunciare a 6 milioni di sterline in tasse, se il ritratto sarà venduto ad una collezione pubblica, dunque l’obiettivo è quello di raccogliere i restanti 10 milioni. La famiglia Tyrwhitt-Drake, proprietari del ritratto, si è dimostrata entusiasta e ben disposta a cedere il dipinto ad un museo.
Al momento, l’Armada Portrait è in mostra al National Maritime Museum, nella Maritime London Gallery. Questo potrebbe diventare il suo luogo definitivo, se in un paio di mesi si raccoglieranno i fondi necessari all’acquisto.

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