Panchine letterarie a Londra

06/07/2014
Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly

Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly


Il National Literacy Trust, in collaborazione con Wild in Art, quest’estate riempie di opere speciali le strade della City e di altre zone di Londra. Una cinquantina di panchine a forma di libro aperto, decorate da illustratori professionisti e artisti locali, sono state disposte in vari punti cittadini. I classici della letteratura vanno da Jane Austen a Charles Dickens, da Shakespeare ad Orwell, fino ad includere opere più recenti, come i romanzi di Monica Ali o Nick Hornby. Sono stati elaborati quattro percorsi diversi, a Bloomsbury, Greenwich, nella City e lungo il Tamigi, così, girovagando tra giardini, viali e piazze, si potranno incontrare tanti eroi letterari come Sherlock Holmes, James Bond, Mary Poppins e Hercules Poirot.
‘Books About Town’ è un’occasione unica per esplorare le connessioni letterarie della capitale, per apprezzare le opere di alcuni dei migliori artisti del Paese e per celebrare la lettura come mezzo di intrattenimento.  Alla fine dell’estate, il 7 ottobre, tutte le panchine saranno messe all’asta in un evento esclusivo, al Southbank Centre, per raccogliere fondi a favore del National Literacy Trust, così da aumentare i livelli di alfabetizzazione nel Regno Unito.


Kenwood House

16/06/2014

IMG_4171Kenwood House è una nobile dimora ai confini con Hampstead Heath, trasformata dal rinomato architetto Robert Adam in una villa neoclassica per William Murray, primo conte di Mansfield. Adam aveva sviluppato uno stile caratteristico incorporando suggestioni dell’antica Grecia e Roma nelle linee e decorazioni di ambienti e arredamenti.
La casa, gestita da English Heritage, ha riaperto di recente al pubblico, dopo due anni di restauri, che hanno restituito al meglio la famosa biblioteca progettata da Adam, quella  ‘Great Room’, considerata da molti un capolavoro. Dopo approfondite ricerche, si è deciso di eliminare le tarde dorature, ed il risultato dei delicati rosa e  azzurri neoclassici è quanto meno affascinante. Kenwood House ospita  collezioni di importanza internazionale, tra cui capolavori di Gainsborough, Reynolds, Turner e Rembrandt. E’ inoltre circondata da una grande tenuta, punteggiata di angoli romantici e bucolici, molto in voga tra le signore e gli aristocratici del Settecento, come il caseificio o il ponte sul laghetto artificiale, vero punto focale pittoresco, disegnato da Adam e abbellito da balaustre palladiane.
Kenwood House è anche recentemente balzata all’attenzione del pubblico, grazie ad un film, appena uscito nelle sale inglesi, che racconta la storia di Dido Elizabeth Belle. Fino al 2 luglio, l’Orangerie ospita quattro costumi originali utilizzati sul set.
Dido era la figlia illegittima del nipote di Lord Mansfield, Sir John Lindsay, un capitano della Marina britannica, invaghitosi di una ex schiava, mentre la sua nave era nei Caraibi. Portata in Inghilterra ancora in fasce, Dido fu allevata a Kenwood House da  Lord e Lady Mansfield, insieme con sua cugina, Lady Elizabeth Murray.
Un doppio ritratto di Dido ed Elizabeth, ora conservato a Scone Palace a Perth, ritrae le due eleganti fanciulle in vesti di seta e fili di perle nei giardini di Kenwood House. Dietro di loro si può anche intravedere St Paul’s e le line della Londra georgiana. Dido visse a Kenwood per 30 anni, ed essendo di razza mista, mantenne uno status ambivalente nella cerchia dei Mansfield. Pur essendo una donna libera e molto amata, non le era infatti permesso di cenare con gli ospiti. Tuttavia Lord Mansfield, morendo, le lasciò una somma di denaro che le permise di sposarsi e abbandonare Kenwood per la vita coniugale.

Kenwood è una delle gemme nascoste di Londra. La casa, con i suoi interni mozzafiato e la splendida collezione d’arte, è totalmente gratuita. Si può anche scaricare un App per Iphone e Android che permette di esplorare i dipinti e l’architettura di questa affascinante dimora.


Museum of Water

11/06/2014

museumofwaterIn queste giornate di caldo uggioso, una mostra gratuita invita i visitatori a prendere in considerazione il modo in cui si gestisce l’acqua. Museum of Water nasce da un’idea dell’artista Amy Sharrock ed è un progetto partecipativo, che raccoglie acqua donata dal pubblico in oltre due anni, e in diverse parti del mondo.
L’idea è quella di decidere quale sia l’acqua più preziosa o significativa, imbottigliarla e accompagnare il recipiente con una storia. Attualmente il museo consta di 300 bottiglie, che racchiudono acqua di vari tipi, dalla neve sciolta di un pupazzo di neve, alla condensa di una finestra, dall’acqua piovana, a quella di un fiume sacro.
Gli spazi sotterranei di Somerset House ospitano questa mostra speciale, che si snoda attraverso un percorso immersivo e affascinante. Nell’oscurità segreta si incontrano tinozze, bacili, caraffe, bottiglie, recipienti, che raccolgono acqua, suoni, racconti. L’acqua è simbolo di rituali e magie, si mescola al cibo, ai colori, ai composti chimici, scorre nei tubi, esulta nelle fontane, bagna le membra delicate dei neonati, lambisce le labbra arse dei moribondi.
Questo inedito Museo dell’Acqua aiuta a riflettere su un liquido tanto prezioso e, spesso, male utilizzato. L’acqua pulita è un bene di sempre più difficile accesso, ed è importante ripensare un nuovo rapporto con essa, dato che i cambiamenti climatici la rendono uno dei temi chiave dei prossimi decenni.
Amy Sharrocks invita i visitatori ad esplorare la collezione ed arricchirla con le proprie esperienze.Somerset House, in collaborazione con il Cultural Institute del King’s College, ha organizzato una serie di eventi e conferenze sul tema dell’acqua, tra cui un Midsummer Water Day, il 21 giugno, e un Water Bar giornaliero, che servirà solo freschissima acqua di rubinetto!


A Londra, una mostra sul paesaggio romantico

19/03/2014

FohrTra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, cambiano sostanzialmente le modalità di rappresentazione del paesaggio. Se prima ci si affidava alla memoria per ricostruire delle quinte sceniche idilliache o delle vedute di fantasia, adesso, la prima generazione di pittori romantici, inizia ad affidarsi ad un’attenta osservazione della natura, dipingendo all’aperto. E’ uno slittamento lento, graduale, parallelo ad una nuova estetica del paesaggio, che promuove la rappresentazione di una natura intrisa di immaginario poetico. Un paesaggio romantico, che alterna la quiete del pittoresco alle turbolenze del sublime, e che viene riassunto mirabilmente in una piccola, ma esauriente mostra, allestita alla Courtauld Gallery.
A Dialogue with Nature, in programma fino al 27 aprile, nasce in collaborazione con la Morgan Library & Museum di New York e passa in rassegna 26 lavori di artisti inglesi e tedeschi, attivi tra il 1760 e il 1840.
L’esposizione ci rivela come, in Germania e Gran Bretagna, il dialogo con la natura si sia sviluppato in direzioni convergenti, seppur caratterialmente dissimili: una forte attenzione per i dettagli nei pittori tedeschi, una propensione al pittorico negli inglesi.
Verso la fine del Settecento coesistono ancora due scuole di pensiero: Thomas Gainsborough e Alexander Cozens prediligono la composizione dettata dalla memoria e realizzata in atelier; John Robert Cozens e Jacob Philipp Hackert sono, invece, tra i pionieri del lavoro en plein air. Questi sono anche gli anni del “Grand Tour”, il viaggio d’istruzione in Europa, e John Robert Cozens si reca in Italia, grazie al mecenatismo del collezionista Richard Payne, per il quale realizza vedute romantiche, come il tempio di Cecilia Metella (1778) o le rovine di Salerno (1782).
A volte, come nel caso di Paul Sandby, è la formazione di topografo militare a spingere verso una visione realistica del paesaggio. In Old Windsor Green (1762), si ammirano il meticoloso disegno a matita, che traspare attraverso mani leggere di acquerello, e larghe pennellate di grigio, che delineano le ombre.
L’osservazione della natura si spinge oltre, alle caratteristiche transienti di luce e atmosfera, come nelle nuvole. Tra il 1810 e il 1822 John Constable produce numerosi schizzi in olio e grafite, che tradiscono non solo immediatezza, ma anche uno studio del fenomeno, con meticolose annotazioni a penna. Sullo stesso piano, si attestano i 150 studi, realizzati con gesso bianco su carta blu, dal tedesco Johann Georg Von Dillis.
Quest’ultimo, davvero un pioniere della pittura ad olio en plein air, produce un piccolo, bellissimo quadro,  che esplora le linee di un faggio, nei giardini all’inglese di Monaco (1811).
Nella decade successiva, l’evocazione di una risposta emotiva da parte dello spettatore, si accentua nella rappresentazione antropomorfica degli alberi, come in Samuel Palmer o Karl Friedrich Lessing; oppure nei paesaggi notturni di Caspar David Friedrich.
Nel dipingere il lago di Lucerna, nel 1841, William Turner dà prova di essere ormai più interessato a catturare i mutevoli effetti di luce e i fenomeni atmosferici, che soffermarsi sui dettagli.
Alla fine del primo trentennio dell’Ottocento, gli schizzi del noto musicista Felix Mendelssohn Bartholdy , che, nel tempo libero, si diletta con profitto nel disegno, dimostrano come la rappresentazione del paesaggio, secondo i dettami dell’immaginario romantico, sia ormai codificata e assorbita.
Sarà il punto di partenza per nuove avventure, dalle istanze realistiche della scuola di Barbizon alle percezioni cromatiche degli Impressionisti.


Nei cortili di Fleet Street…

12/03/2014

IMG_3575Ora che la primavera è tornata, è un piacere riprendere i miei vagabondaggi. In una calma domenica mattina me ne sono andata in giro con il naso per aria e una guida rossa Ward Lock & Co del 1925-1926 in tasca. La casa editrice Ward, Lock & Co ebbe inizialmente il suo quartier generale a Fleet Street e successivamente a Salisbury Square. Dopo che, nel dicembre del 1940, le bombe avevano distrutto la sede di Warwick House, l’azienda si trasferì a Chancery Lane e poi a Piccadilly. Alla ricerca di atmosfere nascoste, ho peregrinato per quello che, fino al 1980, era il famoso centro giornalistico di Londra. Oggi, Fleet Street racconta la storia della stampa e dell’editoria attraverso targhe sul marciapiede, cartelli fantasma e cimeli dimenticati. Ma il passato non sembra poi così remoto ogni volta che sfoglio la mia guida rossa. La maggior parte dei luoghi di interesse sopravvivono ancora oggi, nonostante la Seconda Guerra Mondiale, opere di riqualificazione urbana e traslochi. I piccoli vicoli immediatamente alle spalle del traffico e del rumore di Fleet Street sono una vera scoperta. Essi accolgono il viandante attraverso aperture strette e scure, sorprendendone i sensi con una sinfonia di vecchi mattoni, bianche cornici e modestia settecentesca. La prima tappa è a Crane Court. Questo vicolo sonnolento, vide le prime riunioni della Royal Society (1710-1780) e fu attraversato dalle menti illuminate di Joseph Banks, Hans Sloane e Benjamin Franklin, che si qui si dilettarono in vivaci dibattiti, contribuendo ai progressi scientifici. Anche il primo quotidiano britannico, il Daily Courant, vide la luce a questo indirizzo, nel 1702. Una caratteristica casa a schiera, con le pareti di mattoni rossi e le bianche finestre arretrate rispetto alla facciata, porta la firma di Nicholas Barbon, speculatore finanziario ed importante costruttore nella Londra del XVII secolo. Più avanti, Red Lion Court è un passaggio tranquillo a pochi passi da Fetter Lane. I suoi edifici in mattoni hanno assistito alla nascita del primo carattere tipografico sans-serif (William Caslon IV, 1816) e alla pubblicazione di periodici classici e traduzioni dal latino e dal greco ad opera di Abraham Valpy (1822 -1837). Seguendo i muri anneriti e poi girando a destra si può raggiungere Gough Square, dove, al n.17, sorge un raffinato esempio di casa di città della fine del XVII secolo. IMG_3580Fu in questo edificio, oggi un museo, che, tra il 1748 e il 1759, visse il dottor Samuel Johnson. La casa è un viaggio in se stessa e merita una visita, con i suoi pannelli scuri, le goffe scale, i manoscritti e i ritratti, le stampe e il servizio da tè, i divisori in legno e la grande soffitta, dove il famoso Dizionario vide la luce. Il dottor Johnson era un appassionato di Londra e della vita, di poesia e letteratura, ma anche del suo gatto, Hodge. James Boswell, biografo di Johnson, ci dice che quell grand’uomo “soleva uscire a comprare ostriche, per timore che i servi avessero qualche problema e dovessero prendere in antipatia la povera creatura”. IMG_3581Hodge è stato immortalato in una statua di bronzo, di fronte alla casa. “Un bel gatto davvero” seduto sul celebre Dizionario, con un paio di gusci di ostriche vuoti al lato. Il dottor Johnson e la sua cerchia probabilmente percorrevano la breve distanza da Gough Square a Wine Court Office, per bersi una pinta al Ye Olde Cheshire Cheese, una taverna costruita nel 1667, immediatamente dopo il grande incendio di Londra. Il pub resta in piedi ancora oggi ed è assai caratteristico, per gli interni cupi e pittoreschi, frequentati nel tempo da avventori del calibro di Charles Dickens e Arthur Conan Doyle. Un’altro personaggio la cui memoria si lega al locale, fu Polly, un pappagallo grigio. Il pennuto, all’inizio del secolo scorso, era celebre per le battute insolenti e l’impareggiabile imitazione dell’esplodere di tappi di bottiglia. Morì quarantenne di polmonite, nel 1926, anno in cui la mia guida rossa usciva in libreria. E il cerchio si chiude.


Crossrail: nuovi ritrovamenti

28/02/2014

IMG_3519Abbiamo già parlato del progetto Crossrail, una linea ferroviaria sotterranea ad alta velocità e capacità, che collegherà Londra al nord, est e ovest della regione, connettendosi a stazioni della metropolitana già esistenti e inaugurandone di nuove. La costruzione di Crossrail combacia con uno dei più vasti programmi archeologici, che prevede indagini approfondite su ogni cantiere, prima della costruzione delle stazioni centrali. Le ricerche vengono condotte per comprendere l’impatto del progetto sulle strutture pre-esistenti ed è un’opportunità eccezionale per scoprire cosa si cela sotto le strade della città.
Fin qui, gli archeologi del Museum of London hanno riportato alla luce reperti di ogni genere: dalle ossa di animali preistorici, ai manufatti della Londinium romana, dalle sepolture della Peste Nera alle suppellettili di epoca elisabettiana, fino alle infrastrutture industriali vittoriane.
Dopo l’esposizione del 2012, una selezione di recenti ritrovamenti è attualmente in mostra presso il Centro Informazioni Crossrail a Tottenham Court Road. Fino al 15 marzo, sarà possibile ammirare più di 50 reperti, tra cui dei teschi di epoca romana, un’urna cineraria (che, al momento della scoperta, conteneva ancora dei resti), monete di epoca imperiale, selci del mesolitico, ceramiche Tudor, una scarpa rinascimentale, una lapide seicentesca, proveniente dal Bethlem Royal Hospital (Bedlam), un vasetto di unguento al mercurio per le malattie veneree, e una robusta catena proveniente dal cantiere navale di Thames Ironworks a Canning Town.
La mostra prevede anche un ciclo di conferenze gratuite, limitate a 50 posti, tenute da archeologi che hanno lavorato al progetto Crossrail.

Portals to the Past
Crossrail Visitor Information Centre
16-18 St Giles High Street,  WC2H 8LN
Orari: martedì e giovedì 11:00-19:00; mercoledì 11:00-17:30; sabato 10:00-17:00.
Ingresso: gratuito


Jane Austen ai tempi dell’iPad

23/02/2014

regencyloveTediata e fiaccata da una noiosa influenza, ho deciso di scaricare un’app iOS sul mio iPad e la scelta è caduta su Regency Love. Sviluppato dal team australiano Tea for Three Studios, questo gioco di ruolo interattivo si basa essenzialmente sul dialogo. Essendo appassionata del periodo Regency, e avendo letto le pagine di Jane Austen, ho pensato di provare in virtuale a trasformarmi in una signorina del XIX secolo ed entrare in un mondo molto formale e codificato. Mi sono creata un avatar e ho iniziato la mia avventura, ahimè, con scarsissime (se non pessime) doti di ricamo, musica, ballo, equitazione, disegno e lettura. L’obiettivo del gioco è quello di affinare le mie doti, sviluppare il carattere e, man mano, partecipare ad occasioni sociali in cui incontrare l’equivalente di un signor Darcy, conversando amabilmente con altre signore, e schivando con eleganza i ficcanaso e i perditempo. Per progredire e accumulare punti (o motivazioni) con cui diventare rinomate nel disegno o provette nella quadriglia, si risponde a domande di storia sociale sull’Inghilterra georgiana oppure si completano passaggi di citazioni dai romanzi della Austen, a cui sono state sottratte una o due parole chiave.
C’è una mappa di tutti i luoghi in cui si può scegliere di andare – casa, Dunnistone Manor, Bosco, città, parco, Lampton Hall, Castoridge Court e Thornleigh. Alcuni luoghi sono bloccati e aprono via via le loro porte grazie ad un certo punteggio nella danza o nel ricamo, non impossibili da raggiungere. Quando si incontra un personaggio, durante la conversazione c’è la possibilità di interagire scegliendo tra varie frasi o atteggiamenti da sostenere. Ciò che si sceglie di dire o non dire agli altri, avrà un impatto sulla storia. Ho trovato molto strano formarmi delle opinioni, ma doverle celare nella cortesia. Spesso, ho avvertito tensione tra quello che avrei veramente voluto dire e cosa invece ho ritenuto fosse più auspicabile per l’epoca ed il mio personaggio. Sono riuscita a non comparire volgare o irritabile, ma amabile, sensibile e di spirito. Basta una risposta un po’ più moderna o distratta data al corteggiatore o all’interlocutore di turno, per risultare troppo frivole o audaci e rasentare lo scandalo. In generale, mi sono divertita a diventare un’esperta di pittura, mentre affinavo le mie conoscenze letterarie e imparavo a galoppare tra boschi e vallate. Ho anche camminato largamente tra parchi e giardini, fatto compere in città, frequentato cene e balli, ricevuto amici e corteggiatori per il tè. Al primo tentativo, dopo alterne vicende, e commettendo un solo passo falso (accettare un giro a cavallo senza chaperon), ho conquistato il cuore del signor Ashcroft, non senza aver ignorato altri gentiluomini e sostenuto l’attacco di gelosia del signor Curtis, che ho messo debitamente alla porta. Al secondo round, invece, ho decisamente evitato il signor Ashcroft e conquistato il difficilissimo e crepuscolare signor Curtis, ignorando la sua iniziale scontrosità, e anche qui commettendo un solo passo falso, che però è servito a finire i miei giorni nello Yorkshire, leggendo libri e filosofeggiando con il mio sposo. Per ogni storia a lieto fine, il gioco si conclude con un epilogo e un riassunto delle scene salienti, che, volendo, si può salvare.  Peccato che l’app sia solo destinata ad un pubblico femminile, sarebbe stato interessante intrattenersi nel ruolo di un gentiluomo, tanto per cambiare, e magari, oltre all’amore, cercare di far carriera. Avrei anche inserito più domande di storia sociale, evitando le ripetizioni. Ho però scoperto quali gusti eccentrici di gelato andassero per la maggiore oppure il costo esatto di uno scampolo di mussolina. L’ambientazione del gioco è complessa, minuziosa e molto coinvolgente, e include lettere chiuse con ceralacca e linguaggio d’epoca. Nel complesso, ho trovato l’esperienza  divertente e riflessiva. Regency Love si avvale di piacevoli illustrazioni e di una valida colonna sonora, ed è disponibile su iTunes per £2.99.


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